Interviste al Comitato: il vicepresidente Silvano Melegari

L’anima sportiva di Silvano Melegari, vicepresidente del Comitato promotore della tappa con arrivo a Viadana, emerge non solo nel percorso del patron di Arix, azienda che ha segnato la storia della palla ovale, ma anche e soprattutto nel modo in cui si appassiona per l’evento che verrà. “E’ stata una rincorsa: ci siamo costituiti a febbraio e non ci fermeremo fino al giorno della tappa – rivela Melegari – ma se vogliamo usare una metafora sportiva, allora dobbiamo dire che davvero abbiamo lavorato di squadra. Siamo in otto nel comitato e ciascuno ha portato il suo contributo: si è lavorato in armonia e così sarà fino al 22 maggio”.

Più difficile raccogliere gli sponsor oppure organizzare eventi collaterali? “Devo dire che non c’è stata un’impresa particolarmente ardua. Eravamo convinti che arrivare al budget potesse essere non semplice e invece, alla fine, tante aziende ci hanno cercato. Alcune sono arrivate anche all’ultimo minuto ma tutte hanno voluto esserci: hanno capito l’unicità della manifestazione. Forse la sua irrepetibilità, anche se ovviamente speriamo di avere ancora la Corsa Rosa nel nostro territorio. Però non è né scontato né programmabile e allora tutti hanno colto l’attimo in termini di visibilità e prima ancora sostegno all’iniziativa: dal main sponsor Saviola a tutte le altre aziende che hanno contribuito, a Viadana e sul territorio”.

L’anima territoriale dell’arrivo sta in quel circuito che abbraccia tre comuni. “L’opportunità si è associata alla necessità: avevamo bisogno di allungare la tappa negli ultimi chilometri e sapevamo di non poter sfruttare il centro storico di Viadana, perché non adatto a una volata in cui si arriverà a grande velocità. Così abbiamo pensato alla Gronda Nord, al coinvolgimento di altri comuni come Sabbioneta e Casalmaggiore e poi all’arrivo da viale Lombardia, che consentirà – dato che parliamo di strade larghe – di avere un’ultima parte di tappa davvero appassionante. Così facendo siamo riusciti a coinvolgere anche più aziende e fortuna ha voluto che molte di queste sorgano proprio in fregio alle strade che saranno percorse dal Giro: così, oltre agli eventi collaterali che tutti conosciamo, anche le aziende – nei propri spazi – avranno la possibilità di allestire momenti particolari per i loro clienti e appassionati”.

C’è un evento, tra i tanti organizzati, che le ha dato più soddisfazione? “Ne indico due: la presentazione all’Ecomuseo di San Matteo delle Chiaviche è stata un vero e proprio elogio del territorio. Siamo gente di fiume e, mentre tutte le altre tappe in Italia sono state presentate in un teatro o in un palazzetto, luoghi di cultura e di sport propriamente intesi, noi abbiamo giocato il jolly dell’Ecomuseo, singolare, bellissimo e rappresentativo al tempo stesso. Ne è uscita una serata davvero positiva e da ricordare. E poi, sabato 10 maggio, mi ha colpito il grande successo dell’iniziativa che abbiamo organizzato in centro a Viadana, dando la possibilità di percorrere 7 km di circuito, sui quali si rincorreranno gli stessi ciclisti nella tappa del 22 maggio. Non abbiamo fatto una grande pubblicità se non sui social ma sono comunque arrivate 200 persone, un numero che non ci aspettavamo. Al termine abbiamo associato l’inaugurazione della mostra al MuVi dedicata alle biciclette storiche, che resterà attiva fino a giugno e che ha subito raccolto grandi apprezzamenti”.

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