CECHINO E MARCO, I CAMPIONI TORRICELLESI DI BRISCOLA

Si dice che tutti abbiano giocato a pallavolo, preso in mano una racchetta da ping pong e, aggiungiamo noi, giocato a briscola. In effetti la briscola è il gioco di carte più diffuso in Italia e tutti sappiamo cos’è un “carico”, uno “strozzo” e giocare “a liscio”. Ma c’è chi del gioco della briscola ne ha fatta una passione e addirittura è arrivato sul podio dei Campionati italiani di briscola. I torricellesi Francesco Pelizzoni (Cechino per gli amici) e Marco De Padova hanno superato ben 6 selezioni territoriali – regionali e interregionali – nel corso del 2025 per accedere alla fase Finale che si è disputata a Landriano, in provincia di Pavia, dove hanno affrontato le 32 coppie più preparate e agguerrite d’Italia arrivando in semifinale e vincendo la “finalina”, quindi conquistando il terzo posto.

Diciamo subito che il gioco della briscola è quello classico che tutti abbiamo giocato ma la U.I.G.C. (Unione italiana giocatori cartofili) naturalmente detta regole ancor più stringenti, a cominciare dalle carte. Non si gioca con le classiche piacentine (le nostre, per intenderci) ma con le toscane che anziché avere denari, bastoni, spade e coppe come semi hanno cuori, quadri, fiori e picche (come a scala 40, ma si arriva al dieci e non ci sono jack, donna e re). Le sfide contro gli avversari sono al meglio delle 9 partite e chi ne vince 5 va avanti nel torneo. Ogni giocatore ha al massimo 30 secondi per giocare la propria carta. Poi è vietato contare i punti dal proprio mazzo e nel mazzo degli avversari, e una volta finito di pescare non ci si scambiano le carte col proprio compagno per fargliele vedere. E’ invece ammesso fare “segni” che fanno sapere al compagno quali carte uno ha in mano.

Insomma, si fanno le cose davvero sul serio. “Che sia un Campionato per professionisti lo dimostra il fatto che ogni partita ha un giudice – afferma Marco De Padova – anche se è chiamato poco in causa in quanto ci sono davvero pochissime contestazioni e il fair play è d’obbligo. E’ più facile litigare col proprio compagno per una “mano” sbagliata che non con gli avversari”.

Ma in casa torricellese tutto fila d’amore e d’accordo. Cechino e Marco sono una coppia affiatata e prima di cimentarsi nel Campionato italiano hanno partecipato a tantissimi tornei soprattutto in Lombardia ed Emilia. “Noi siamo iscritti alla Sezione UIGC di San Michelino di Felino (Parma) perché nel casalasco non ci sono sezioni. Nel parmense e nel piacentino si organizzano tanti tornei con in palio vincite in denaro, si arriva anche a 10mila euro di montepremi con buoni acquisto”.

Il segreto del feeling nella coppia torricelle è presto detto: “Io e Cechino ci dividiamo i compiti e tutto fila liscio: lui dirige il gioco e in ogni momento sa sempre quali carte io ho in mano perché con segni convenzionali conosciuti solo da noi, glielo comunico. Quindi lui prende le decisioni. Io invece devo ricordarmi i punti del nostro mazzo e di quello degli avversari. Oltre naturalmente tutte le carte che sono state giocate. Quando si arriva alla fine sappiamo sempre quali sono le 6 carte che hanno in mano i nostri avversari”.

La coppia torricellese si tiene in costante allenamento: “I tornei sono soprattutto da settembre a maggio e durano anche più giorni se non settimane. Le coppie iscritte solitamente sono 256 ma arrivano anche a 512 e quindi i bar di provincia si riempiono di giocatori. Con piacere vedo che ci sono anche tanti giovani e ai Campionati italiani su 32 coppie della Finale almeno una decina erano under40. Quanto invece alla provenienza eravamo soprattutto del centro e nord Italia, dove la briscola è più diffusa”.

Cerchiamo di capire come Marco e Cechino “segnano” tra loro le carte ma è un segreto che Marco non vuole correre il rischio di rivelare. “Ecco – dice – se lo facessi sarebbe la volta buona che litigo col mio compagno di gioco”.

 

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