JOVANA STEVANOVIC: “LA MIA CHAMPIONS”
Seconda tappa di avvicinamento al Decennale della conquista per la VBC Casalmaggiore della Champions League. Sportfoglio intende dedicare in ogni numero fino ad aprile un’intervista ai protagonisti e alle protagoniste della Final Four di Montichiari del 15 e 16 aprile 2016 e ha iniziato nello scorso giornale con l’intervista al capitano Valentina Tirozzi. E’ ora il momento di un’altra indiscussa campionessa che proprio da Casalmaggiore ha spiccato il volo per una fantastica carriera costellata di successi. E’ Jovana – Jole – Stevanovic, serba di Belgrado, città nella quale ha iniziato a giocare nella Stella Rossa aggiudicandosi giovanissima 4 Scudetti e 4 Coppe di Serbia consecutive. Poi nel settembre 2013 arriva a Casalmaggiore dove rimane 5 Stagioni. Ora sta giocando in Grecia, all’Olympiacos dove l’abbiamo raggiunta telefonicamente per questa intervista.
Jole sono passati quasi 10 anni dalla conquista della Champions League a Montichiari. Cosa ricordi di quei giorni?
Devo fare una premessa prima di rispondere alla domanda, ed è questa: sono molto felice ed orgogliosa di aver fatto parte della storia della VBC Casalmaggiore. Ancora oggi ogni tanto mi trovo a guardare i due libri che ricordano le nostre imprese e mi emoziono. Ma veniamo ai giorni della Final Four di Montichiari o meglio, partiamo dal mese di gennaio quando è cominciata a circolare la notizia che ad aprile avremmo giocato in casa nostra la finale della Champions. Mi ricordo che non ho dormito per 4 o 5 notti perché ad occhi aperti sognavo le azioni dentro il campo, pensavo alle partite che avrei fatto e a quella coppa che avrei voluto fortemente conquistare. Non ridete ma io sognavo l’immagine del nostro capitano Valentina Tirozzi che alzava la coppa Champions al cielo. E’ stato fantastico perché tutti quei miei fantastici sogni si sono avverati. Dal sogno sono passata alla realtà ed è stato ancora più bello. Di quei giorni ricordo tutto, le nostre emozioni, la concentrazione, i consigli di coach Barbolini e ancora oggi ogni tanti con la mente mi piace tornare a Montichiari…”
Una vittoria inattesa, come l’anno prima la vittoria dello Scudetto. Ma più passano gli anni e più cresce la convinzione che quella fosse una grande squadra. Tu cosa ne pensi?
Senza alcun dubbio eravamo una squadra incredibile. Un mix di gioventù ed esperienza ma tutte con lo stesso comune denominatore: quella voglia di arrivare. Diverse di noi venivano dalla conquista l’anno precedente dello Scudetto sempre a Casalmaggiore e questo ci ha fatto capire quanto fossimo forti. Poi c’era uno spirito di squadra fortissimo, ci tenevamo l’una all’altra, ognuna di noi giocava per la squadra, con un entusiasmo incredibile. Quando ci ripenso sono sempre più convinta che non ci fosse alcun egoismo in noi, nessuna pensava a sé stessa ma tutte eravamo consapevoli di essere importanti per la squadra. Avevamo ben chiari i nostri obiettivi ed eravamo consapevoli che anche le nostre compagne fossero allineate e determinate.
A Casalmaggiore sei stata allenata da Beltrami, Mazzanti, Barbolini, Caprara e Lucchi. Di ognuno di loro che ricordo hai ?
Ognuno di questi allenatori ha lasciato un segno molto importante nella mia carriera sportiva. Tutti i nomi che hai fatto sono grandi allenatori e io da ognuno di loro ho imparato qualcosa che porto nel mio “bagaglio personale”. In tutti questi anni della mia carriera ho imparato una lezione molto importante sulla vita: prima di tutto bisogna crederci, devi lasciare il tuo cuore aperto e lasciar fare a Dio il suo lavoro.
Sei rimasta in contatto con le compagne di quella squadra? Vi sentite?
Spesso penso alle tantissime amiche e compagne di squadra che hanno costellato la mia lunga carriera sportiva. Di ognuna ho un ricordo, un’emozione, qualcosa che ci tiene legate per sempre. Ci capita dopo anni di trovarci in giro per il mondo, sui campi di pallavolo, ed è sempre una festa, come se ci fossimo lasciate da poche ore. Ogni tanto penso che mi piacerebbe fare una rimpatriata, tutte insieme noi che abbiamo vinto la Champions a Montichiari, magari trovarci a Casalmaggiore, sarebbe bellissimo. Ma poi ognuna è immersa nella sua vita, chissà dove. E allora ci accontentiamo di qualche messaggio, di un saluto al telefono. Ma chissà che…
Sei rimasta a Casalmaggiore 5 anni e ancora oggi si parla di te come di una bandiera di quegli anni di grandi risultati e soddisfazioni. Cosa ti ricordi di Casalmaggiore.
Ho sempre detto che per me Casalmaggiore è la mia seconda casa. Quando penso alla Società, ai tanti dirigenti e amici, penso a una famiglia che mi ha accolta molto giovane e mi ha voluta bene. Casalmaggiore mi ha dato le ali per volare nel mondo della pallavolo. I tifosi, il muro rosa mi ha dato emozioni uniche e speciali che non voglio mai dimenticare. Quando sono arrivata a Casalmaggiore era la mia prima esperienza all’estero, fuori dalla Serbia. Sono arrivata con mia madre ed eravamo come impaurite, preoccupate per quello a cui andavamo incontro. E invece subito sono stata sommersa da tanto affetto e amore, dalla sicurezza. Devo riconoscere che Casalmaggiore mi ha dato l’opportunità e le conoscenze per diventare quella che sono e per fare la carriere sportiva che ho avuto. E io credo di aver ripagato Casalmaggiore col mio amore e col mio talento, mettendomi a disposizione per raggiungere i trofei e le soddisfazioni che ci siamo presi.
La tua carriera è stata costellata di successi. Quali sono stati i momenti più belli ?
Per un’atleta ogni successo, ogni medaglia ha la sua storia, la sua bellezza, le sue emozioni. Se parlo della mia esperienza nei Clubs senza alcun dubbio gli anni a Casalmaggiore sono stati i più belli, la mia gioventù spensierata costellata di successi con la VBC, vale a dire Scudetto, Supercoppa e Champions. Peccato per il Mondiale perso per un pelo in finale a Manila. Invece, con la mia Nazionale serba il massimo l’ho toccato con l’argento alle Olimpiadi di Rio del 2016 e l’oro ai Mondiali del 2022 disputati nei Paesi Bassi e Polonia. A livello individuale invece sono fiera del trofeo che mi è stato assegnato nel 2023 quale miglior pallavolista di Serbia. Insomma, devo riconoscere che la vita è stata generosa con me e sono davvero tanti i momenti e gli allori che ho conquistato, ma quelli che ho appena elencato mi scaldano il cuore.
Sai già cosa farai una volta smesso di giocare a pallavolo ?
Ho quasi 34 anni e sto bene ma è normale che pensi a cosa farò dopo. Non ho ancora trovato qualcosa che mi ispira ma vorrei rimanere legata al mondo della pallavolo; come sapete questo è il mio amore.

