LA SIGNORA DELLA CASA: GIOIELLI E GESTI DI UNA VOLTA
La nuova rubrica di Daniela Bellini ispirata ai gesti di una volta, che non smetteranno mai di insegnarci, quando la casa profumava di bucato e pane caldo.
l tovagliolo in lino
Non è nostalgia: è memoria viva. Perché certe cose non si insegnano, si tramandano. E io, umilmente, le ripropongo a modo mio.
C’è qualcosa nel pizzo che sa di casa, di nonne attente, di tovaglie piegate e pranzi che durano ore. Per anni il pizzo è stato relegato nei cassetti della memoria, ma oggi torna protagonista sulle nostre tavole, riscoperto in chiave ricercata sulla biancheria per la casa.
Ma ci si chiede: come usarlo senza cadere nell’eccesso? A volte basta un bordo traforato per far sentire i nostri ospiti davvero attesi.
C’è un momento, quando apparecchio, in cui mi fermo e sistemo una piega sull’angolo della tovaglia, quasi sempre di lino e bordata di pizzo. E in quel momento mi sento mia nonna. Il pizzo non è solo decorazione: è un’attenzione. È come dire agli ospiti: siete importanti, ho pensato a voi anche nei dettagli.
Che sia una tovaglia intera o solo un piccolo centrino sotto un vaso o una bottiglia, il pizzo crea un’atmosfera: ammorbidisce, racconta, raccoglie. Non serve usare solo quello del corredo (anche se c’è, tiratelo fuori!). Un runner su un tavolo rustico in legno, piatti bianchi spaiati e un mazzo di fiori raccolti nel campo: niente di più, ma sembra tutto pensato.
Attenzione agli eccessi
- Se il pizzo c’è già sulla tovaglia, non mettetelo anche sui tovaglioli.
- Se c’è una tovaglia traforata, il piatto deve essere semplice.
- Lascia che il pizzo sia un sussurro, non una fanfara.
I no del pizzo
- Attenzione all’effetto bomboniera.
- Vietato stirarlo male: il pizzo è rigore, non approssimazione.
- Evitare l’eccesso: il dettaglio fa la differenza.
Un piccolo aneddoto personale
Uso sempre un centrino di pizzo come sottobottiglia, ereditato dalla mia mamma. Non serve a niente, ma racconta tutto.
l rimedi della Nonna
La tovaglia bianca è come un biglietto da visita della padrona di casa. Se è curata, anche una cena semplice diventa speciale. E con questi rimedi della nonna nessuna macchia farà più paura.
PER SBIANCARE TOVAGLIE
Bicarbonato e aceto
Prepara una bacinella con acqua tiepida, 1 bicchiere di bicarbonato e 1 bicchiere di aceto.
Lascia la tovaglia in ammollo per 6 ore, poi lavala in lavatrice a 40/60°C.
È un classico rimedio che fa risplendere anche le più opache e neutralizza gli odori con due ingredienti che non mancano mai nella mia lavanderia.
Succo di limone e sole
Strofina direttamente il limone sulla macchia, poi esponi al sole per almeno 2 ore.
Lava normalmente: è il sole il vero rimedio della nonna. Funziona meglio di tanti prodotti chimici, e il limone fa miracoli. Io lo chiamo il mio candeggiante gentile.
Sale grosso per macchie fresche
Versa subito il sale grosso sulla macchia e la tovaglia è salva.
Sapone di Marsiglia e acqua bollente
Grattugia un po’ di sapone di Marsiglia in una pentola con acqua bollente. Immergi la tovaglia per un paio d’ore, poi risciacqua e lava.


