I PRIMI 20 ANNI DI SPORTFOGLIO
Si chiude il 2025 e per Sportfoglio è una tappa di quelle importanti perché rappresenta il ventesimo anno di vita, un traguardo che comincia a contare e a fare la Storia, soprattutto in un periodo in cui la carta stampata sta subendo una ineludibile trasformazione, o sarebbe meglio dire, sta diventando un prodotto di nicchia.
Vent’anni fa, primavera; l’idea di far nascere un settimanale sportivo dell’Oglio Po ci frullava nella testa già da alcuni mesi mentre lavoravamo nella redazione del quotidiano La Cronaca in via Favagrossa a Casalmaggiore. Un pomeriggio ci troviamo seduti al tavolino del bar di piazza Garibaldi, sotto il palazzo comunale. Ci sono Simone Arrighi, Nazzareno Condina, Giovanni Gardani, Vanni Raineri ed io. Beh, con orgoglio posso ora dire che ero seduto con “4 belle teste” e la loro carriera professionale e personale ne ha dato conferma. Dobbiamo cercare di mettere insieme i tanti progetti e propositi sul nascituro giornale: la periodicità settimanale, bisettimanale, mensile? Va delimitato il territorio di cui parlare sapendo che comunque Viadana e Casalmaggiore sono le cittadine di riferimento. Sarà un periodico solo sportivo? Chi ci scrive? Chi raccoglie la pubblicità? Le ore volano ma la discussione si anima quando c’è da decidere il nome della testata: come si chiamerà il giornale? Propongo di chiamarlo 0375, quattro numeri che identificano il prefisso telefonico del casalasco-viadanese ma l’idea fa storcere il naso a tutti, peccato, mi sembrava così azzeccato. Le proposte fioccano, da Maracanà a Tackle a Gol, ma ci pensa Vanni Raineri a riportare il baricentro al territorio e ci invita a pensare a un nome che identifichi l’Oglio Po. E a questo punto si innesca la brillante testa di Simone Arrighi partorendo sPOrtfOGLIO, nome che include Po e Oglio, i due fiumi che identificano il casalasco-viadanese, ma c’è anche la parola SPORT e FOGLIO, insomma a tutti è sembrato subito geniale, altro che 0375! Coordinatore della redazione fu nominato Nazzareno Condina che era reduce dall’esperienza di redattore alla Voce di Cremona, e fino allo scorso anno quando ci ha lasciati è stato l’anima e la mente di Sportfoglio. Raffaella Storti ha preso subito saldamente in mano le redini dell’amministrazione mentre la raccolta pubblicitaria è stata affidata a Marino Rossini e ancora oggi entrambi forniscono la loro indispensabile collaborazione per la sopravvivenza economica del giornale.
Sportfoglio non nacque per caso ma con un preciso progetto editoriale che individuava nell’area casalasco viadanese un territorio omogeneo in cui lo sport rappresentava un collante e negli anni questa idea si è consolidata. Il rugby a Viadana è sempre stato il primo sport ma una costola è nata anche a Casalmaggiore, dove sta crescendo impetuosamente. Viceversa il volley ha sempre avuto una grande squadra a Casalmaggiore ma per giocare in un palasport degno della serie A già in due occasioni ha dovuto bussare alla porta dell’amministrazione viadanese per avere la disponibilità del PalaFarina, e intanto la pallavolo femminile è cresciuta anche a Viadana che da tempo vanta una squadra in B2. E che dire dell’atletica che ha sempre avuto il suo epicentro nel Centro Baslenga di Casalmaggiore ma l’Atletica Interflumina conta il Comune di Viadana tra i 4 soci fondatori del 1975 e tante atlete e atleti viadanesi hanno dato lustro alla Società azzurroverde. Di certo in questi 20 anni Sportfoglio è stato testimone e cantore delle gesta di società e atleti dell’area Oglio Po, dando visibilità a chi ha duramente sudato per raggiungere un obiettivo.
E il futuro di Sportfoglio quale sarà? Ci vorrebbe una sfera di cristallo ma di certo siamo legati e affezionati a questo prodotto editoriale che rappresenta un unicum in un momento in cui la carta stampata soffre maledettamente. La pubblicità – con le inserzioni di aziende, enti, negozi, liberi professionisti – è l’anima di Sportfoglio, quell’indispensabile carburante che consente ai lettori di avere il giornale gratuitamente e agli inserzionisti di farsi vedere da migliaia di viadanesi e casalaschi. Senza alcun timore di essere smentito posso dire che questo è di gran lunga il prodotto editoriale più diffuso dell’area Oglio Po.
Il mondo cambia, corre, e se ci si guarda indietro di 20 anni si rimane stupiti di quante trasformazioni sono avvenute. Governava Romano Prodi che da poco aveva traghettato la moneta dalla lira all’euro, sostenendo che gli italiani ci avrebbero guadagnato soldi e tempo libero (!!!), Olindo e Rosa ad Erba facevano una strage dei vicini di casa, l’Italia vinceva i Mondiali di calcio in Germania battendo la Francia di Zidane (dopo la famosa testata a Materazzi), esplodeva il caso Calciopoli con Moggi e la Juventus nel mirino (ma poi i bianconeri vinceranno la metà degli scudetti in palio da allora ai giorni nostri, lo scudetto fu assegnato all’Inter che arrivò terza e da allora si parla di scudetto di cartone!), a Torino si tenevano le Olimpiadi invernali (ora abbiamo Milano-Cortina), l’Economist titolava “Who killed the newspaper?” (chi ha ucciso il giornale?). Erano gli anni dell’inizio del declino della carta stampata: ma basta pensare che nel 2005 il Corriere della Sera ancora vendeva nelle edicole 700.000 copie e ora sono poco più 100.000! Le notizie si leggono sugli smartphone, sui tablet, ma soprattutto le informazioni le vogliamo gratis, non siamo più disposti a pagarle neppure il costo di un caffè. E anche in questo Sportfoglio è stato un ottimo precursore, facendo del gratis, del free press, la propria bandiera. Puntando al prossimo traguardo, i 30 anni!
Massimo Boselli Botturi
(in copertina una storica prima pagina di Sportfoglio del Natale 2014 con Lauren Gibbemeyer centrale della VBC Pomì Casalmaggiore)

