CASALESE – ORTECA DI PRESENTA CON UN GOL

Dall’incontro con Buffon al gol all’Icio Ferrari. Presentarsi così non è da tutti. Antonio Orteca, classe 2005 nuovo volto della Casalese, ha impiegato appena 45 minuti per lasciare il segno: gol all’esordio contro il Quattro Castella allo scadere del primo tempo e biglietto da visita consegnato. «Mi hanno chiesto soprattutto questo» sorride, «ed era importante rispondere subito presente».

Arrivare a Casalmaggiore, racconta, non è stato a atto complicato: «Scelta facile. Con il direttore sportivo Mino Russo ci siamo parlati e a pelle siamo andati d’accordo. Siamo due pugliesi purosangue, ci siamo capiti al volo. Lui è stato bravo a cercarmi e io ho accettato: è una persona diversa dalle altre, e questo mi ha convinto».

Orteca viene da Cerignola, ma il suo percorso lo ha portato in giro per l’Italia. A inizio stagione era a Palanzano, in Prima Categoria, dove ha avuto un ottimo impatto realizzando otto reti nel corso del girone d’andata. «Non dico che la Prima Categoria mi stia stretta, anche se molti me lo ripetono. Io voglio essere umile e giocare per divertirmi: se poi questa esperienza sarà un trampolino per la Promozione e per fare un salto di qualità, allora meglio. Ma deve arrivare dal campo».

Una carriera costruita giorno dopo giorno, senza eti- chette inamovibili. A lungo, per corporatura e centimetri, gli allenatori lo hanno utilizzato come prima punta, «ma io nasco fantasista, trequartista, sotto punta. Lì mi sento più a mio agio. Però pur di giocare farei anche il difensore», racconta ridendo.

Spirito di adattamento, ambizione e voglia di migliorarsi: non a caso, all’arrivo a Casalmaggiore subito è stato plasmato da Alex Gozzi, tecnico che Orteca descrive con parole forti e affettuose allo stesso tempo: «Ottimo allenatore, per me è come un fratello maggiore. Ti entra in testa e ti aiuta davvero. Non capirlo non è solo difficile, è folle. Si ride e si scherza, ma quando serve sa essere molto serio».

La Casalese lo ha scelto per aumentare il peso offensivo e Orteca non si nasconde: «Mi hanno chiesto gol. Non mi metto numeri in testa perché non sono abituato a darmi obiettivi rigidi: qualcuno dice 10, 15, 20… io dico che più ne faccio e meglio è. Il mio stimolo è superarmi».

Nel bagaglio, Orteca porta anche una parentesi importante: il settore giovanile del Parma. «Sono arrivato no all’Under 18, ho fatto un paio di allenamenti con la Primavera e ho conosciuto anche Buffon nel suo ultimo periodo a Parma. È stato grazie al direttore Manzani. Per me fu un anno speciale: siamo andati in trasferta a Cagliari in aereo, e io non l’avevo mai preso. Ho assaggiato il professionismo, è un’altra cosa». Poi un infortunio in amichevole gli ha rallentato la corsa: «Mi ero presentato con due gol, peccato. È stata una doccia fredda, ma sono uno che guarda avanti: il passato lo lascio da parte».

Ora c’è Casalmaggiore, con un obiettivo dichiarato e senza mezze frasi: «Il primo posto. Non è semplice, ma ci si può provare. Se ti poni un obiettivo minimo, dfficilmente lo raggiungerai. Io al direttore Russo l’ho detto chiaro: voglio vincere il campionato. Essere ambizioso è nel mio carattere, puntare al massimo è il mio mantra».

Gol all’esordio, idee chiare e un passato che ha già insegnato molto: Antonio Orteca è arrivato a Casalmaggiore per lasciare il segno. Il resto, come sempre, spetterà al campo.

Giovanni Gardani

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